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Bambini in viaggio: consigli utili

Bambini in viaggio: consigli utili

Come comportarsi con neonati e bambini in auto, in aereo, in montagna o al mare, tra temperature alte e basse, esposizione al sole e punture di insetti.

Tempo di viaggi e vacanze, direzione mare o montagna, spostamenti in auto o su altri mezzi… Qualunque sia la meta e il viaggio, le vacanze con un neonato e con uno o più bambini piccoli non devono diventare un incubo per i genitori ma, anzi, possono essere un momento importante di relax per la famiglia. Fondamentale, allora, armarsi di consigli utili su come viverle al meglio, evitando di imbattersi in colpi di calore, punture di insetti o sbalzi di temperatura, sempre dietro l’angolo.

Viaggiare in aereo con bimbi piccoli

Si può viaggiare tranquillamente in aereo con i bimbi piccoli, proponendo loro il ciuccio, il biberon con dell’acqua o delle caramelle se sono più grandi, per evitare il mal d’orecchio. Le variazioni di pressione possono infatti comportare barotraumi con comparsa di otalgia e acufeni: è bene allora stimolare la deglutizione, con il succhiotto o anche con cibo solido laddove possibile. Se poi, nel bambino in età scolare, il dolore è persistente si può praticare la manovra di Valsava: un’inspirazione profonda seguita da un’espirazione della durata di 10 secondi circa, tenendo tappato il naso con le dita e con la bocca chiusa.

Il viaggio in aereo è sconsigliato solo in alcuni casi: malattie infettive acute (sinusiti o infezioni dell’orecchio), interventi chirurgici recenti, malattie respiratorie croniche severe, neonati di età inferiore a 48 ore e donne in gravidanza dopo la 36esima settimana di gestazione (dopo la 32esima settimana, in caso di gravidanze multiple).

Neonati in aereo - mamma e bambino che viaggiano in aereo

In caso di jet lag, il bambino potrebbe risentire di alterazione del ritmo sonno-veglia, disturbi dell’attenzione e malessere generale: se possibile, è opportuno regolare le ore del sonno e dei pasti già qualche giorno prima della partenza e subito dopo l’arrivo. Consigliabile, poi, munirsi dei giocattoli e dei libri preferiti per intrattenere i bimbi durante il viaggio, oltre a provvedere a una scorta di cibo, bevande e prodotti per l’igiene. Infine, è sempre utile portarsi dietro un ovetto per neonati, per assicurarsi che il bambino sia ben protetto in caso di scossoni o manovre improvvise. In questo articolo, potete trovare i consigli utili di Cercaseggiolini sull’argomento seggiolino auto in aereo.

Ricapitolando, ecco il vademecum per i viaggi in aereo con bambini:

Viaggi in auto con neonati in estate

In presenza di forte caldo, il dilemma che attanaglia tutti i genitori è: in auto, aria condizionata sì o no? La risposta è sì, anche in presenza di neonati, ma senza mai scendere sotto i 25° ed evitando sbalzi di temperatura tra l’esterno e l’interno dell’abitacolo.

Una raccomandazione importante è di non lasciare MAI il bambino in auto sotto il sole, neppure nelle giornate più fresche, perché anche con temperature intorno ai 25° sotto al sole, l’abitacolo dell’auto può surriscaldarsi nel giro di soli 20 minuti e raggiungere i 40°, temperatura letale per i più piccoli (cosiddetta ipertermia). Meglio dotare il seggiolino auto di sistema anti abbandono, che - lo ricordiamo - in Italia è obbligatorio dalla nascita e fino ai 4 anni di età del bambino.

Bambini in auto - Papà con il bambino sul seggiolino

Ecco allora un comodo vademecum per viaggi sicuri in auto con il caldo:

Il neonato e il sole: surriscaldamento e colpi di calore

La maggior parte delle vittime di ipertermia (surriscaldamento) ha un’età compresa tra 0 e 4 anni. Se si portano i bambini all’aperto bisogna proteggerli dal caldo e dalle esposizioni dirette alle radiazioni ultraviolette (UV) del sole, che possono danneggiare la loro pelle molto delicata, utilizzando vestitini leggeri in fibra naturale, copricapi e crema solare. Una protezione ancora più efficace la si ottiene lasciando i bambini all’ombra.

Anche in questo caso, ecco delle semplici regole da seguire per evitare il surriscaldamento del bambino:

I bimbi sono più esposti ai raggi del sole perché lo strato corneo superficiale della loro pelle è più sottile di quello degli adulti e la produzione di melanina è minore. La melanina è un pigmento cutaneo prodotto da alcune cellule della pelle (dette melanociti), responsabili dell’abbronzatura, cioè un colore più scuro della pelle che è la difesa naturale del nostro organismo dai raggi solari.

L’esposizione al sole e l’importanza della vitamina D

Stare all’aria aperta ed esporsi al sole stimola le difese immunitarie e favorisce la produzione di vitamina D, fondamentale per lo sviluppo e il metabolismo di ossa e denti e per l’efficienza del sistema immunitario. Il sole ha il potere di generare anche e per questo una sensazione di benessere.

Rispetto agli adulti, però, i bambini necessitano di una minore esposizione alla luce solare per produrre sufficienti quantità di vitamina D, sia perché per loro è diverso il rapporto tra superficie corporea e volume e sia perché hanno una capacità inferiore di produrla. D’altra parte, una prolungata esposizione alla luce solare nei mesi estivi, oltre a essere potenzialmente dannosa per i bambini, non può incrementare la produzione di vitamina D poiché, secondo quanto riportato dagli esperti della Baby Wellness Foundation, “la pre-vitamina D3, raggiunto un livello soglia, viene degradata. Infine, l’utilizzo di creme e filtri solari purtroppo impedisce la formazione di vitamina D3”.

Importanza della vitamina D - Mamma e bambino in spiaggia

Il giusto apporto di vitamina D ha dei noti benefici sulla crescita del bambino perché incide positivamente su:

Esiste un’associazione tra deficit di vitamina D e l’incidenza delle infezioni respiratorie nel bambino. Diversi studi hanno anche evidenziato una relazione tra ipovitaminosi D e l’incremento della prevalenza di asma allergica nei bambini. In letteratura vi è una chiara associazione tra livelli ridotti di vitamina D e l’aumento di dermatite atopica nei bambini.

L’Accademia Americana di Pediatria ha raccomandato che i lattanti sotto i 6 mesi di vita non vengano esposti direttamente alla luce solare e ha suggerito l’uso di abiti protettivi e creme solari per i bambini.

I neonati e i bambini piccoli sono infatti particolarmente esposti agli effetti nocivi dei raggi UV, perché, come già detto, lo strato corneo superficiale della loro pelle è più sottile, la produzione della melanina è minore e la pelle è molto sensibile e si disidrata più rapidamente. Sono pertanto più suscettibili alle scottature e alla penetrazione in profondità della radiazione UV.

Neonati e bambini in montagna: altitudine e temperatura

Respirare aria pura, godere del silenzio e del contatto diretto con la natura, allontanarsi dal caos e dall’afa estiva sono alcuni dei buoni motivi per cui i pediatri consigliano di portare i neonati e i bambini in montagna. Naturalmente con le dovute precauzioni, che riguardano la temperatura, l'altitudine, l’esposizione al sole e il trasporto.

Ecco un vademecum utile per garantire il benessere al bambino anche in montagna:

Sono da preferire mete non superiori ai 2000 mt di altitudine fino ai 2 anni, prediligendo una quota fino ai 1500 mt ben tollerata nei bambini sotto i 12 mesi. I bambini di età compresa tra i 2 e 5 anni possono salire fino ai 2500-3000 mt.

In caso di patologie respiratorie acute evitare quote superiori ai 2000 mt di altitudine. Nelle variazioni di altitudine fra 1400 e 2000 metri il neonato o lattante (0-12 mesi di vita) potrebbe accusare disturbi per la rarefazione dell’aria dovuta all’altitudine. Per cercare di limitare il disagio dell’altitudine nei neonati e nei lattanti è consigliabile fare alcune soste, in modo da rendere più graduale l’arrivo a destinazione.

Bambini e la montagna - Bimba felice seduta sul prato

Le punture di insetto: consigli utili

In viaggio, in campagna, al mare e in ogni luogo all’aperto è importante prestare attenzione alla prevenzione delle punture di insetti come zanzare, zecche, vespe, che possono provocare la trasmissione di alcune malattie. È bene sempre dotarsi di spray repellenti, da applicare sulla cute e sugli abiti del bambino.

La maggior parte dei repellenti può essere utilizzata per i bambini di età superiore ai 2 mesi, ad eccezione dei prodotti a base di olio di limone e eucalipto. In ogni caso, nei bambini con età inferiore a 2 anni devono essere utilizzati i repellenti a concentrazione più bassa (a seconda del principio attivo).

Ecco alcuni consigli per prevenire le punture di insetto:

Per altri consigli utili sul sonno del bambino e sul suo benessere in generale, potete consultare il sito ufficiale di Baby Wellness Foundation: https://babywellnessfoundation.org/#principi

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