
Guai a toccargli Teddy. Se il vostro bambino ha scelto un peluche, non c'è niente da fare: non bisogna toglierglielo fino a quando non sarà lui a decidere di non volerlo più. Sia chiaro: non è un assecondare i loro capricci. Quando sono piccoli, piccolissimi, i bambini creano con il primo peluche a cui si affezionano un rapporto strettissimo, un rapporto intimo.
Fateci caso, quando vanno a nanna vogliono sempre lo stesso peluche. Potete provarci quanto volete a convincerlo che un altro è più bello, più nuovo, più pulito, ma invano. E' un legame che nasce spontaneo nei bimbi piccoli e che in un certo senso gioca un ruolo di "sostituzione": il peluche diventa fondamentale per la vita del vostro piccolo nel momento in cui (accade di solito intorno all'ottavo mese dalla nascita) il bebè inizia a percepirsi come un qualcosa di distinto dalla mamma. L'assenza di punti fermi, le paure, a livello inconscio si tramutano così nel bisogno di trovare altri legami, come quello con Teddy appunto. Mamme, papà, quindi, non insistete: non provate a rimpiazzarlo perché ormai rotto, distrutto o brutto e non fateglielo sparire. Appena vostro figlio capirà di poterne fare a meno sarà lui a metterlo in disparte.
Il problema sussiste quando Teddy viene smarrito: in quel caso poco potete fare, la cosa importante è cercare di fargli capire che non è stato abbandonato, perché la sensazione sarà quella. Dovete tenere sempre presente che i bimbi creano un legame affettivo molto forte con alcuni oggetti ed è bene non sminuire questi loro sentimenti. Alle volte il Teddy di turno non è nemmeno un peluche, ma un giocattolo, una copertina, un fazzoletto o quant'altro: sono meccanismi che non si possono preimpostare, né tanto meno capire, nascono semplicemente in modo spontaneo. Ecco perché è bene portare Teddy ovunque andiate, dalla nonna, all'asilo o in visita a casa di amici: con il suo miglior amico vicino, il vostro piccolo si sentirà protetto. E, magari, riuscirà anche a schiacciare un pisolino.